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<font color="#2982c6" face="Arial" size="2">Banniere</font></a>

personaggi di Walt Disney, le cui linee schiette mi sembravano più semplici.

                                       Quindi la sua attenzione si sposta su     personaggi dalle fattezze più concrete.

                                       Il mio tratto molto insicuro e la mia totale ignoranza dell'anatomia, furono fattori          sufficienti per osare disegnare unicamente i volti dei miei personaggi favoriti. Tra i vari maestri dell’epoca, dei quali tentai di  imitare e studiare i peculiari stili, predilessi            Emilio Freixas. Mi attraevano i suoi muscolosi eroi e le sue belle donne. Il suo stile elegante e contemporaneamente dinamico, mi attirò fin da subito.

Copiai "integralmente" più di cento pagine che settimanalmente erano pubblicate sui giornali per ragazzi. Come aneddoto di quella tappa, ricordo che disegnai tutte le storie su carta da lettera e usando il pennello. A causa della mia totale ignoranza professionale, le disegnai inchiostrandole direttamente, senza schizzare alcun bozzetto, poiché dalle vignette non trasparivano

tracce di matite”.

                                       Gli confesso così che il

sottoscritto ha passato anni interi

a copiare i suoi disegni.

Prima Modesty Blaise,

quindi Axa, scoperta in Svezia,

per caso, nel 1991. Mi capitò 

tra le mani proprio questa

prima avventura.  Un’occhiata,

e riconobbi il tratto abile e

curato dell’artista. Questo è

un Romero, mi dissi. Poi,

gli racconto di qualche

anno prima, quando,

in un soggiorno a Londra, raccolsi tutto il materiale che trovai su Modesty Blaise,              comprese le strisce quotidiane pubblicate             sull’Evening Standard.

                                       Durante la mia “tappa spagnola” la       figura femminile era secondaria poiché il mercato, oltre al fattore censura, dava priorità agli eroi maschili. Per contro, quello     inglese richiedeva storie romantiche, e io non ebbi difficoltà ad adattarmi a quella nuova tendenza. Londra divenne così il mio principale fornitore di lavoro. Il mio battesimo come disegnatore di strisce avvenne nel 1964 per il periodico inglese Daily Express che mi offrì di disegnare la serie Isometrics.

Davanti al successo di questa coppia di ginnasti, mi venne proposto lo studio di vari        temi col proposito di creare una nuova serie di strisce. Finché, nel 1970, mi affidò con urgenza, la responsabilità di diventare per un po' il disegnatore di Modesty Blaise.         Jim Holdaway, il suo creatore grafico e

realizzatore delle strisce, era malato ed il

giornale confidava nella mia sostituzione  

            durante quel contrattempo. Allora  

         ignoravo  quasi tutto di Modesty, ad  

                eccezione di un film con Monica Vitti. Ero impegnato nel difficile

             adattamento del personaggio quando

                 ricevetti la           triste notizia  che

Jim era deceduto.

                                     Ciò che era iniziato  come una momentanea

                              sostituzione, si trasformò

                               in qualcosa di definitivo.

                                            Mi fu chiesto di                                                        

                                      diventare responsabile

”uchronia_